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Marfella: "Mi sono contaminato mangiando mozzarelle casertane" |
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domenica 07 ottobre 2007 |
Il sospetto si è concretizzato. L'allarme diossina in Campania coinvolge non solo gli animali, ma anche gli esseri umani. Finalmente le prove dell'avvenuta contaminazione sono arrivate. A luglio un medico napoletano, Antonio Marfella, impegnato da anni nella lotta per la tutela della salute pubblica, oncologo di fama nazionale presso l'Istituto Pascale di Napoli, si e sottoposto ad un semplice prelievo di sangue. Gli strumenti di laboratorio del Pacific Rim Lab in Canada e quelli del Consorzio interuniversitario nazionale di Porto Marghera hanno evidenziato nel sua sangue ben 74 picogrammi di diossina per grammo, una cifra altamente tossica considerando che il limite previsto per legge è di 7 picogrammi/g. E nel sangue del pastore di Acerra deceduto per tumore, Vincenzo Can n a vacci uolo. sono stati riscontrati ben 255 picogrammi delle medesime sostanze, mentre il fratello Mario,. anch'egli sottopostosi a prelievo, ne ha ben 45 picogrammi/g. Dati davvero allarmanti, che confermano i sospetti degli ambientalisti e dei comitati che sostengono l'Assise di Palazzo Marigliano di Napoli, che da anni denuncia questo immane disastro ambientale legato ai rifiuti tossici interrati dalle eco-mafie da oltre vent'anni. "Non me l'aspettavo" - mi ha detto Marfella visibilmente scosso dalle risposte delle analisi - "davvero un brutto colpo. E ' evidente che l'allarme non può riguardare solo Acerra o il nolano-giuglianese. Anche Napoli è a rischio, io vivo al Vomero, faccio l'oncologo, mica l'operaio del petrol-chimico! Come spiegare la diossina che ho in corpo? Con l'alimentazione a base di mozzarelle. Ne mangio molte, le compro a Mondragone e nel casertano. Senza parlare delle verdure di Acerra. Insomma, soffro di diabete e finalmente ho scoperto perché da qualche anno si scompensa facilmente. E' la diossina...".
Mario Cannavacciuolo, fratello del pastore deceduto, commenta amaramente l'intera vicenda diossina: «Le autorità non ci hanno tutelato. Hanno consentito alle nostre pecore di pascolare lìberamente nel Pantano per anni, nonostante si sapesse che la terra era già inquinata dalla diossina e che le nostre pecore avevano 51 pg/g di diossina nel sangue». E' di questi giorni la notizia della condanna di Vincenzo e Mario Cannavacciuolo con multa di 1.100 euro per aver portato le pecore al comune durante una protesta nel 2003. Avevano ignorato il 'divieto di pascolo' imposto dalle autorità. Davvero grottesca la multa ad un morto... Ma quali danni provoca la diossina e, soprattutto, come cambierà la vita di queste persone contaminate? «la diossina non provoca solo il cancro - mi dice Marfella - provoca disfunzioni dì organi e apparati a seconda della concentrazione nel sangue. A basse concentrazioni può dare malattie della tiroide e il diabete, ad alte dosi malformazioni fetali, leucemìe e alcuni tìpi di tumore, come il sarcoma dei tessuti molli». E allora come fare? «La diossina per essere 'smaltita dall'organismo impiega dieci-quindici anni. Se non morirò di ictus e diabete, forse potrò ammalarmi di cancro. Chissà qual è il mio destino...». |