mbrasile (Utente)
Fresh Boarder
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Emergenza incendi 2007/08/27 09:34
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Questa estate sarà ricordata sicuramente per gli incendi che hanno divorato migliaia di ettari di boschi e di macchia mediterranea oltre alla perdita di numerose vite umane. La mia riflessione, però, va un po’ controtendenza; oggi tutti puntano il dito contro i piromani che per interessi o speculazioni seguono le gesta di Nerone (sono sicuramente dei criminali), nessuno che si è degnato di approfondire l’argomento relativamente ai cambiamenti climatici che sono i primi responsabili di questo scempio. L’aumento di temperatura e le scarse precipitazioni hanno accresciuto notevolmente il pericolo di incendi, l’aria è marcia e basta un mozzicone di sigaretta per scatenare l’inferno. La questione secondo me è molto più complessa ed investe cambiamenti etitici e di rapporto che nel terzo millennio abbiamo con la natura e la terra in genere. Nel secolo scorso l’unica fonte di sostentamento era la terra e come tale l’uomo, che io definisco ecologico, si confrontava e si rapportava ad essa, l’uomo era la prima sentinella di qualsiasi abuso o mortificazione poiché dalla terra traeva tutto il necessario per vivere. Oggi, nell’era post-moderna, a che cazzo ci serve la terra? Abbiamo i computer, le auto, l’aria condizionata, lavoriamo nelle fabbriche e in ufficio; il rapporto si è inclinato, non c’è più simbiosi tra l’uomo e la terra e viceversa. Fra qualche mese dobbiamo fronteggiare altre emergenze come le precipitazioni di eccezionali intensità con possibili alluvioni ed allora punteremo ancora il dito contro fattori secondari, facendo come gli struzzi. Prima ci riappropriamo del rapporto sinergico che avevamo un tempo con la natura e prima si possono affrontare queste emergenze in modo radicale(sempre che ci sia ancora il tempo per farlo).
Mario
Per correr migliori acque alza le vele
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Re:Emergenza incendi 2007/08/27 12:07
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Spunto davvero interessante di discussione, Mario. E' sicuramente vero ciò che dici a proposito del rapporto uomo-natura e delle implicazioni che i cambiamenti climatici in atto comportano verso il fenomeno degli incendi che ogni anno distruggono ettari di boschi. Tuttavia, non legherei troppo le due cose in questo caso. Quello degli incendi è un problema di lunga data. Ogni anno tv e telegiornali fanno titoli a sensazione, approfondimenti, interviste sulla "emergenza incendi". Per poi far cadere tutto nel dimenticatoio appena passata la stagione estiva. E poi via, si riparte l'anno successivo. E' chiaro che così non va. Dicesi emergenza un accadimento straordinario, quando invece questi si ripropone ciclicamente dovrebbe risultare ovvio che si sta sbagliando qualcosa. In teoria gli strumenti ci sono anche: per 15 anni non è possibile cambiare "destinazione d'uso" alle zone incendiate e, anche in presenza di zone edificabili in partenza, l'edificazione è proibita per cinque anni. Ma - a parte il fatto che l'edificazione abusiva parte comunque nella speranza, spesso ben riposta, del futuro condono edilizio - la legge, per essere applicata, necessita di un catasto delle aree bruciate, che i comuni non fanno, adducendo difficoltà tecniche e/o di bilancio. Fino a quando non si vorrà intervenire per davvero ogni anno faremo i conti con ettari di terreno andati in fumo. Per quanto attiene invece al secondo interessantissimo punto da te sollevato, quello relativo al rapporto incrinatosi tra l'uomo e la natura, come darti torto? Ormai l'uomo, nella sua smania di onnipotenza e nella sua sfrenata ricerca del profitto, si reputa l'unico padrone del pianeta. Padrone tra l'altro poco accorto, visto che lo sta portando al collasso.
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