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Aggredita da cane randagio, condannati ASL e Comune |
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giovedì 02 agosto 2007 |
Quella del randagismo è una tra le problematiche cittadine a cui abbiamo sempre dato ampio risalto, anche per le segnalazioni giunteci dai vari quartieri cittadini. Ma fino ad oggi non sono arrivate risposte o azioni concrete dall'attuale amministrazione comunale targata Marletta. Anzi il fenomeno randagismo è stato sempre più foriero di episodi incresciosi e gravi ed alimentato anche alla presenza in strada di sacchetti di rifiuti, sventrati da animali in cerca di cibo. E con tutte le conseguenze igienico-sanitarie che ne derivano. Già troppe volte abbiamo relazionato sulla pericolosità dei cani randagi; sugli escrementi da essi lasciati in giro; sui pericoli che rappresentano per i conducenti di veicoli; sui disagi vissuti dagli animali stessi; sulla mancata costruzione del canile municipale (che comporta per il Comune un esborso economico di migliaia e migliaia di euro all'anno, per pagare la convenzione con il canile municipale di Maddaloni); sulle responsabilità dell'Asl, che dovrebbe impegnarsi di più, garantendo l'assistenza sanitaria, la vigilanza del territorio, il servizio tempestivo di accalappiacani e di sterilizzazione.
A tal proposito esemplare è la condanna inflitta dal Giudice di Pace di Acerra all'ente Comune e all'Azienda Sanitaria Locale Na 4, nel procedimento intentato loro da una nostra concittadina. Infatti il 12 giugno del 2005 la sig.ra M. Rosaria Di Leo, mentre percorreva a piedi Corso Italia, veniva raggiunta da un branco di cani randagi che vagavano indisturbati. Improvvisamente un cane incattivito, staccatosi dal branco, la aggrediva, tanto da riportare lesioni, trauma contusivo con escoriazioni multiple agli arti superiori ed inferiori, come da referto medico rilasciato da personale sanitario della clinica "Villa dei Fiori". Il Comune, intanto, si preoccupava di avvertire il legale nominato dalla malcapitata che qualsiasi richiesta di risarcimento danni dev'essere effettuata all'Asl, deputata per legge al servizio accalappiamento di cani randagi. Intanto Asl e Comune venivano citati in giudìzio dalla signora dinanzi al Giudice di Pace per vederli condannare, in solido tra di loro, a risarcire tutti i danni morali attinenti all'invalidità temporanea e permanente, danno biologico ed attinente alla vita di relazione. A questo punto il Comune si diceva disponibile a transigere la vertenza. Il 18 gennaio di quest'anno veniva notificata al Comune la sentenza n. 831/06 del Giudice di Pace, con la quale dichiarava il Comune e l'Asl Na 4 esclusivi responsabili del sinistro per cui è causa e per l'effetto li condannava, in solido tra di loro, al pagamento in favore della signora di euro 965,21 e in favore del suo legale di euro 1240,04 per le sue spettanze professionali. Delle soluzioni che è possibile mettere in atto, per contrasta efficacemente il fenomeno randagismo, abbiamo già scritto abbastanza. E lo stesso abbiamo fatto, quando si è trattato di evidenziare fallimento delle Politiche Ambientali, mal gestite dall'assessore al ramo A. Piatto che, a quanto pare, al suo comodo ufficio al Comune preferisce il cortile del Castello baronale, per parlare non di cani ma di pecore con alcuni allevatori locali.
Joseph Fontano, pubblicato sul quindicinale "Oblò" |